Programma di Teoria Musicale e Armonia Funzionale

Cosa si studia?


Frequenza

Il corso di teoria musicale e armonia funzionale richiede una frequenza di un’ora settimanale collettiva con gruppi di massimo otto allievi; solitamente è abbinata ad una seconda ora settimanale individuale di strumento musicale o canto.

Facoltativamente si possono frequentare corsi complementari di composizione e tecniche di trascrizione da registrazioni musicali.

Obiettivi formativi

• Raggiungere un buon livello di comprensione della partitura come lettura esecutiva, delle regole melodiche, armoniche e ritmiche che costituiscono la composizione;
• Formazione consapevole dell’orecchio musicale che deve saper riconoscere le strutture melodiche, armoniche e ritmiche;
• Migliorare la propria capacità d’ascolto;
• Conoscenza delle regole da utilizzare per creare delle improvvisazioni vocali e strumentali;
• Conoscenza delle regole da utilizzare per creare i propri arrangiamenti strumentali e vocali;
• Aumentare il proprio senso del timing e del groove attraverso il raggiungimento di una maggiore indipendenza motoria del proprio corpo (solfeggio ritmico su percussioni);
• Imparare a relazionarsi in maniera competente, consapevole e creativa con gli altri strumentisti durante ogni tipo di sessione in gruppo.


Argomenti trattati

• Educazione dell’orecchio di strutture melodiche, armoniche e ritmiche (ear training);
• Nozioni della notazione musicale;
• Nozioni di teoria musicale e teoria ritmica;
• Letture di solfeggi cantati, con ausilio di basi e accompagnamenti musicali;
• Letture di solfeggi parlati tenendo il tempo con la mano e con ausilio di basi e accompagnamenti musicali;
• Letture di solfeggi ritmici tenendo il tempo con il piede e suonando con le mani alternate, attraverso la scomposizione in sillabe convenzionali usate nelle scuole americane, con ausilio di basi e accompagnamenti musicali;
• Dettati ritmici e melodici;
• Studio delle scale, del sistema tonale e modale;
• Studio delle principali strutture di accordi nel contesto delle tonalità;
• Studio delle progressioni armoniche tipiche, nell’ambito dei diversi generi musicali;
• Studio dei tipici disegni ritmici, nell’ambito dei diversi generi musicali moderni;
• Esecuzioni di ritmiche soliste e combinate a sezioni multiple di più persone per riprodurre pattern simili a quelli di batteria;
• Studio dell’armonia funzionale moderna.

Ogni argomento trattato sarà supportato da esercitazioni pratiche ed esperienziali attraverso la vocalizzazione, il canto, esercizi di armonizzazione pratica in gruppo ed esecuzioni ritmiche suonando con strumenti a percussione o body percussion (sul proprio corpo).

Perché?

Per ogni musicista è fondamentale riuscire a comprendere ogni aspetto razionale del linguaggio musicale e delle regole che lo governano, per poter parallelamente fornire al proprio istinto delle strade da poter percorrere in massima sicurezza.

Una volta acquisita questa capacità, ci si potrà sentire liberi di intraprendere percorsi alternativi e fare anche dei liberi “fuoripista”.

Studiare i codici del linguaggio musicale serve ad imparare ad esprimersi con una nuova forma di comunicazione.

Da studi recenti è stato provato che lo studio consapevole della musica permette al nostro cervello di raggiungere un enorme bilanciamento tra le facoltà dei due emisferi cerebrali.

La parte sinistra del cervello è quella più analitica, logica, attenta al dettaglio e orientata verso i fatti, abile con i numeri, predisposta a pensare utilizzando le parole e le regole ed è, in poche parole, l’area più razionale.

La parte destra del cervello è invece quella più creativa, aperta al libero pensiero, in grado di vedere il quadro generale delle cose, intuitiva, probabilmente abituata a pensare per visualizzazioni piuttosto che con le parole ed è, di conseguenza, la zona dove risiedono maggiormente l’istinto e le emozioni.

Normalmente queste due regioni del cervello fanno molta fatica a relazionarsi e a dialogare tra di loro.
Ci sono persone che costituzionalmente tendono ad essere maggiormente razionali, a differenza di altre che tendono ad affrontare la vita in modo più istintivo e a farsi guidare di più dalle proprie emozioni.

Attraverso lo studio della musica si riesce a far lavorare e a dialogare simultaneamente entrambi gli emisferi cerebrali!

E’ stato inoltre dimostrato che solo attraverso la conoscenza della musica si è in grado di raggiungere questa capacità…

Attraverso le scintigrafie cerebrali si è osservato che solo le due aree del cervello dei musicisti si attivano e si colorano simultaneamente, attivando al massimo tutte le zone della percezione di entrambi gli emisferi.

Mentre si suona, si legge o si ascolta un brano, il nostro cervello riesce a comprendere le regole come anche contemporaneamente a provare emozioni e creare delle visualizzazioni.

Non a caso l’indipendenza motoria è collegata alla capacità di produrre ritmo, perciò un maggior sviluppo di indipendenza motoria corrisponde ad un maggiore senso ritmico e viceversa.

Gli individui che soffrono di dislessia sono in grado di bypassare il problema trovando percorsi di percezioni alternative acquisiti e potenziati solo attraverso lo studio della musica.

E pensare che molta gente crede ancora che studiare musica non serva a niente…


Nel caso si volesse approfondire lo studio della teoria musicale e dell’armonia funzionale in un contesto più ampio e professionale, si consigliano i seguenti corsi complementari:

Tecniche di trascrizione da musica registrata.
Computer music Midi, Audio, Hard Disk Recording: con guida all’arrangiamento strumentale in relazione ai generi.
Paroliere e Compositore;
Storia dei Generi della Popular Music ed Educazione all’Ascolto.