Programma di Effettistica

Cosa faremo?


Frequenza

Incontro di due ore ogni 15 giorni.

Possono partecipare tutti gli allievi che già seguono i nostri corsi principali di strumento o canto e persone esterne alla scuola.


Argomenti trattati

• Collegamenti, cablaggi da palco e in studio di registrazione;

• Microfonaggi per ripresa dei diversi strumenti e per le parti vocali;

• Tecniche microfoniche per cantanti e strumenti musicali;

• Specifiche tecniche di ogni singolo effetto e dei relativi parametri;

• L’utilizzo di una unità multieffetto;

• Modi diversi di effettuare i collegamenti tra strumento, multieffetto e amplificatore;

• Amplificazione e stereofonizzazione dei suoni;

• Come e quando miscelare più effetti in un singolo suono;

• Riproduzione di un suono specifico tramite l’ascolto e creazione di suoni originali;

• Tecniche speciali da applicare esclusivamente sullo strumento in modo da ottenere particolari effetti sonori;

• I multieffetti virtuali nel computer, la tecnologia VST.


Esercitazioni pratiche:

Durante il laboratorio si effettuano prove pratiche relative agli argomenti trattati.


Perché?

Molto spesso gli allievi ancora inesperti mi chiedono:
quali effetti hai usato per ottenere quel suono di chitarra?

Come li hai regolati?

Io rispondo sempre che l’ottanta per cento di quel suono l’ho ottenuto attraverso una determinata tecnica strumentale, facendo risaltare il tocco impiegato, comunicando allo strumento l’immagine sonora che è già presente nella mia mente e, in ultima analisi, con il valore aggiunto degli effetti (chorus, flanger, phaser, overdrive, distorsori, riverberi, delay, wha wha, compressori e così via).

La parte più importante e caratteristica di un suono esclusivo, la otteniamo sempre imprimendo allo strumento, o alla propria voce, la nostra personalità che si materializza attraverso la timbrica prodotta.

A completamento di ciò, siamo in grado di dare un “ambientazione” al suono creato attraverso l’utilizzo degli effetti elettrici ed elettronici, ma sono sempre da considerarsi il valore aggiunto, la ciliegina sulla torta…

L’effettistica ha un grande valore solo se impiegata con questo atteggiamento, diversamente lo stesso effetto usato e regolato per un determinato esecutore, non potrà mai offrire lo stesso tipo di suono che si pensava di poter ottenere.
Un distorsore potrebbe ad esempio suonare come il ronzio di una zanzara se il chitarrista non fosse in grado di colpire le corde con la giusta pennata rock appoggiata e supportata dal peso dell’avambraccio; un suono arricchito da un chorus potrebbe non essere altrettanto interessante e non adeguato se le pennate non fossero eseguite col giusto attacco, e così via…

Studiare effettistica è molto importante per colorare e modificare i nostri suoni, siano essi prodotti da uno strumento come anche dalla voce umana, in modo da contestualizzarli all’interno di un determinato stile e di un ambiente.
L’impiego degli effetti elettronici trova applicazione in fase di registrazione, di missaggio e durante le esibizioni dal vivo.

Alberto Tenzi